venerdì 20 aprile 2012

Non nell'illusione...



Non credo abbia  senso permanere nell’illusione.


Talvolta comprimere razionalmente  uno spazio interiore,
rendendolo buio e circoscritto, senza più estensione,
significa aver acquisito consapevolezza e individuato l’impossibile.
Significa allontanarsi da quella precipua e spesso tormentante idea
percepita all’improvviso come  illusione
che non corrisponde mai al sogno,
la cui essenza è speranza…
Sogniamo sperando che i sogni si avverino…”


Significa rendere quell'antro della nostra anima
non più accessibile all’impossibilità
apponendo ad esso un salutare sigillo.
Chiudere per aprire al nuovo.
Nuovo spazio...
Significa non soffermarsi nell’accanita ottusità.
Poiché l’architettura si apre alla vita solo con progetti e opere. 
Spesso semplici pertugi,  ma concreti
e con la luce del sole  che arroventa le pareti
e architetti che ne avvertono il calore
e toccano e non temono  ustioni…
Architetti con desideri di concretezza. 

A nuove consapevolezze, a cambiamenti,  
a nuovi sogni...
Al coraggio dello spazio liberato. 
A nuovi percorsi, in ciascuno di noi...
Raffaella Colombo





“…Dobbiamo scoprire che pensare la realtà è, tra tutte, l'avventura più difficile. Significa navigare tra mutilazione e confusione, tra sclerosi e deriva, tra razionalizzazione e irrazionalità, assieme e contro ragione e follia... Il Problema - il gioco del pensiero- è di lasciarci intrattenere abbastanza dalle nostre pulsioni nella misura in cui esse ci regalano immaginazione e invenzione, ma senza cessare di controllarle, senza cessare di mettere alla prova quello che costituisce la sola e la più potente resistenza alle nostre razionalizzazioni: la complessità del reale. E' in quel momento che la complessità del reale può stimolare la complessità del pensiero. …” 
Edgar Morin  Introduzione al pensiero complesso


"...L'uomo invidia l'animale, che subito dimentica [..] l'animale vive in modo non storico, poiché si risolve nel presente, l'uomo invece resiste sotto il grande e sempre più grande carico del passato: questo lo schiaccia a terra e lo piega da parte. Per ogni agire ci vuole oblìo: come per la vita di ogni essere organico ci vuole non solo luce, ma anche oscurità. La serenità, la buona coscienza, la lieta azione, la fiducia nel futuro dipendono [..] dal fatto che si sappia tanto bene dimenticare al tempo giusto, quanto ricordare al tempo giusto..."
F. Nietzsche  Considerazioni inattuali











4 commenti:

  1. Bello prof!non ha senso fermarsi nell'illusione.

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  2. questo scritto suona come un addio. A qualcuno o a qualcosa? So che non risponderà perchè non risponde mai alle domande personali che qualcuno le ha fatto nel blog. Un saluto. Carlo, architetto.

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  3. Raffaella Colombo24 aprile 2012 14:05

    Gentile Carlo,
    non penso mai in termini di "addii"
    ma di "consapevolezza" che apre al nuovo...
    e non blocca nell'illusione riconosciuta come tale,
    pertanto fine a se stessa.
    E, per quanto la complessità sia riconoscere illusioni
    tra sogni ed aspirazioni,
    credo esistano "attimi", in ciascuno di noi,
    in cui con lucidità si presenta questa “ distinzione"...
    RC.

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    1. Vorrei approfondire questo "aprire al nuovo" se corre verso qualcosa o qualcuno perchè ha risposto solo in parte alla mia domanda. Carlo

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