mercoledì 22 giugno 2011

Nessuno salta nel vuoto

Nessun salto nel vuoto.
Per quanto il vuoto non sia mai vuoto.














Spesso rifletto genericamente o circostanziando, rispetto all’ovvietà…
che, contraddittoriamente, sembra non sia ovvia
a colui che oppone a comprendere…
E non parlo di atteggiamento autoescludente, provocatorio, disilluso,
ma semplicemente di maschera trasparente posizionata sugli occhi
dove comunque l’ovvio filtra e si configura, nonostante tutto, come ovvio
ma la finzione prescinde dalla comprensione…e permane.
Vedo ma fingo di non vedere.
Forse perché più rassicurante, comodo, tutelante.
Fingo di non vedere. Per non affrontare.
Per non essere indotto al cambiamento.
Permango nella sospensione…


Chiedo scusa per aver rimosso lo scritto
a cui non corrispondono più i commenti.
Ma neppure le circostanze.
10 Novembre 2011
Raffaella Colombo







8 commenti:

  1. In qualsiasi situazione, in qualsiasi momento della giornata, della vita, del lavoro, del tempo libero, mentre pensi o disegni: grazie a chi ci permette di NON saltare nel Vuoto!

    Un ringraziamento a tutti quelli che per gli Altri ci sono!
    Grazie!

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  2. Professoressa, bello questo scritto che ci incoraggia a cercare soluzioni positive nella vita di ogni giorno.
    Una studentessa.

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  3. Non chiudiamo gli occhi ma costruiamoci un ponte.
    bellissime riflessioni!

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  4. E' proprio vero, a volte le cose sono così OVVIE che non ci accorgiamo nemmeno. Sono vicino a noi ma non le vediamo.
    Prof. ma come dice ci sono anche ragazzi e studenti disposti a costruire solidi ponti.
    Andrea

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  5. Gentile Raffaella mi chiedo perché, come docente, Lei non faccia critica all'Architettura, inducendo chi legge a riflessioni talvolta fuorvianti.
    Inoltre un consiglio: non inserisca i commenti degli studenti.

    Distinti saluti.
    Un collega della sua Universita'.

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  6. Professoressa perchè non risponde a questa critica?
    Luca

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  7. "Non inserisca i commenti degli studenti"
    Mi scusi, ma in merito a quale motivazione signor anonimo professore afferma ciò?

    scusi ma in quanto studentessa mi sento in qualche modo chiamata in causa.
    Molto banalmente le ragioni con cui mi sento libera di motivare la sua affermazioni sono le seguenti: gli studenti non sono abbastanza adulti e competenti in materia da poter esprimere la propria opinione.
    sicuramente c'è un divario tra il sapere di un docente e quello di uno studente. tuttavia un'iniziativa così moderna, interattiva, audace e anche intelligente come quello della prof. Colombo penso sia un modo per appianare questa distanza tra magister e discipulus concedendo ad ognuno la libertà di esprimersi. quindi scusi l'assoluta franchezza, ma direi che la sua affermazione è fuori luogo. se mi dovessi sbagliare, in alternativa, andrebbero aboliti anche i singoli blog dei gruppi di studenti che partecipano al corso di Giardino contemporaneo. Meglio che non si esprimano proprio, nevvero?

    O forse che gli studenti vengono facilmente ammaliati da questa nuova modalità di interazione e di conseguenza affascinati da una così "fuorviante modalità d'insegnamento" che non badano al noumeno dell'architettura, ma soltanto al fenomeno esteriore? In altre parole, il blog sarebbe uno specchietto per le allodole?

    mi scuso per l'intromissione, so benissimo che il commento non era riferito a me, tuttavia la bellezza di un tale metodo comunicativo è la possibilità di esprimersi liberamente e quindi mi sono sentita di dire ciò che ho pensato, magari erroneamente.

    La prego di non ridere al mio commento, ma l'epoca dell'Inquisizione dovrebbe essere finita.

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  8. Grazie a tutti gli studenti per i loro preziosi ed auspicati commenti
    che troveranno sempre " ampio spazio" sia in questo blog,
    sia in aula accademica.
    Credo che la libertà di espressione del proprio pensiero
    sia fondamentale per la dignità di ogni persona
    e che intelligenza e sensibilità
    non abbiano nulla a che vedere con l'età anagrafica
    e neppure con i "ruoli"...

    Tomas Maldonado, un giorno, in università mi disse:
    " la mediocrità si avvicina sempre a noi, dobbiamo solo riconoscerla".
    Credo che questa studentessa con le sue riflessioni
    abbia centrato l'obiettivo.
    Mi dispiace per il docente anonimo,
    non vorremmo "fuoviarlo" più di quanto sia o si senta...


    Raffaella Colombo

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